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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
 Pagamento:  Bonifico: IBAN IT93D0503403256000000901900 
 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
  • ISCRIVITI

Sabato 9 giugno, la sveglia suona alle 5, su Roma sorge piano il sole e illumina di una luce tiepida la cucina. 
Guardo fuori, sento la caffettiera che borbotta. Prendo il caffè e mangio due fette biscottate con la marmellata e il solito yogurt, so bene che oggi serviranno tutte le energie. 
La sera prima ho preparato, lo zaino, il completo e le scarpette, la bicicletta è pronta, tirata a lucido, catena, corona e pignone
lubrificati al punto giusto girano a meraviglia.

Sono settimane che il mio Amico e collega Pietro Laurenti, lavora alla VI edizione di Pellegrinando in MTB, come ogni anno amici e Istituzioni hanno riposto all'appello.

Prima appuntamento alle 6.30 con Pietro e altri amici al Pigneto, stiamo tutti a mille, prendiamo un caffè e ci mettiamo in macchina destinazione Carsoli.

La partenza è prevista verso le 8 dal Distaccamento della Polizia Stradale di Carsoli, arrivati, ci sistemiamo, prendiamo le nostre cavalcature e ci portiamo in gruppo davanti al piazzale antistante la caserma.
Ad attenderci ci sono già circa 50/60 amici in biciletta, è uno sfavillio di colori, diverse le squadre presenti che si distinguono per le divise. Qualche minuto per salutare gli amici vecchi e nuovi.
Dagli Uffici del Distaccamento vedo uscire Fabio Cortellesi e Francesco Riti, i nostri fratelli di Arquata del Tronto, colpiti dal dramma del terremoto.

57007561 0e17 45b1 923b e019dac8227eCome già accaduto lo scorso anno, nell'ambito dell'evento, completamente gratuito, raccoglieremo dei fondi che doneremo a loro per una beneficenza diretta che possa giungere in modo puntuale per Fabio e Francesco a persone veramente bisognose. 

Fabio è grande e grosso, un collega, Assistente Capo della Polizia di Stato, ora in servizio presso la Questura di Ascoli Piceno ma per anni è stato l'ombra di Papa Giovanni Paolo II, la guardia del corpo personale e non mi sorprende per gentilezza e purezza d'animo che sia un tifoso della Lazio.

A dir la verità, questa cosa, è emersa qualche giorno prima, lunedì 4 giugno, Fabio mi invia un messaggio, scrivendomi che stava venendo a Roma, allo Stadio Olimpico, con la figlia Francesca "pazza di Lazio" per assistere alla serata di Padre in Figlio.

Giro il suo messaggio agli amici della Lazio Atletica Leggera e immediatamente, Giuseppe, Emanuele, Giovanni, ecc. propongono di "adottare" Francesca e Fabio,  donandogli due maglie della Lazio S.S. Atletica Leggera e un asciugamano a tiratura limitata con simbolo e motto: "Concordia parvae res crescunt", realizzato a cura di Emanuele Cappa per l'Associazione no profit, Assi Gulliver che si occupa di supportare bimbi affetti dalla sindrome di Sotos, una grave malattia genetica.

Sul piazzale ormai siamo più di cento ciclisti, c'è il Comandante del Distaccamento, le macchine della Polizia Stradale che ci faranno da staffetta sul tratto dei primi 12 km che pedaleremo fino a Pereto, sono schierate, ludice, brillano al sole, più in là, ci sono le Jeep che assicureranno soccorso e assistenza ai ciclisti nel tratto di montagna. 

Arriva il Sindaco di Carsoli, l'Avv. Velia NAZZARRO e il presidente del Consiglio Comunale Alessandra Zazza, sono emozionato, indegnamente rappresento la gloriosa SS LAZIO Atletica Leggera, a nome della quale  consegno ufficialmente a Fabio le maglie e l'asciugamano. Non c'è nulla di preparato, Fabio si emoziona, guarda la maglia e decide di indossarla, mi abbraccia forte, scattiamo qualche foto. Un bell'applauso da parte di tutti suggella un bel momento di lazialità.  

Dopo la benedizione di Don Stefano, saliamo in sella, ci aspettano 60 km circa, 35 in salita e poco meno in discesa. Dopo il 12mo km lasciato l'asfalto, l'ascesa si fa dura, fino al bivio per Marzia ci sono circa 3 km di salita su una strada bianca di sassi grossi e solchi profondi scavati dalle acque piovane. Al termine della salita siamo a circa 1400 metri, dopo circa 20 km, abbiamo superato già un dislivello di 1000 metri circa.

La fatica s'inizia a far sentire, si creano piccoli gruppi, si procede quasi in silenzio, sono poche le parole tra i ciclisti, c'è chi prega.

Non è solo una giornata di sport, è un giorno di preghiera, di solidarietà, di amicizia, ognuno dei presenti ha una motivazione e un senso profondo da attribuire ad ogni pedalata che metro dopo metro ci porta verso il Santuario della Santissima.

I paesaggi che si aprono ai nostri occhi sono bellissimi, vallate verdi, alberi secolari e boschi fittissimi. Incontriamo cavalli e puledri allo stato brado, che curiosi e sorpresi si avvicinano al nostro passaggio, le mucche paciose distolgono il loro sguardo solo per qualche attimo, nulla può disturbare il loro lento brucare.

Impieghiamo circa 4 ore, con qualche sosta in prossimità dei fontanili, per arrivare al piazzale antistante il Santuario. 
Ad attenderci, ci sono i volontari, che distribuiscono panini, frutta e dolci. Verso le 13, compattato il gruppo scendiamo per la benedizione, c'è Don Alberto, come ogni anno ci saluta in modo affettuoso e ci dona un momento di preghiera e di riflessione.

Poi Fabio Cortellesi, prende la parola e ci racconta delle mille difficoltà con le quali ogni giorno da 2 anni dal terremoto, le persone che vivono in quel territorio martoriato, devono misurarsi. Sono parole forti che rappresentano in modo ludico e netto di vite precarie, di famiglie spezzate, di uin presente difficle e un futuro incerto.
Rimane la speranza, la forza e il coraggio come spesso dice lui, di cercare di vivere in modo dignitoso, anche raccontando il proprio dramma.

In silenzio raccogliamo le offerte che saranno poi destinate a Fabio, riprendiamo le biciclette e tra i boschi riscendiamo alla volta di Rocca di Botte per poi percorrere la provinciale fino al parcheggio antistante il Distaccamento di Polizia presso il quale abbiamo lasciato le auto.

E' stata una giornata intensa, ricca di momenti emozionanti che porterò nel cuore. 

Fratelli Laziali, il vostro affetto mi ha emozionato. Vi aspetto il prossimo anno per pedalare insieme!

Grazie! Grazie!

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Pronti...via... si parte... ritrovo h. 11 Stazione Termini, destinazione Cortina. Siamo in tre, ma l'Aquila sulle maglie e sulle borse ci rende così fieri che sembriamo trecento. Molti ci notano. I Laziali ci omaggiano di un bel sorriso, l'altra sponda abbassa la testa. Angelo sembra in gran forma. Io e Giovanni... come se fossimo ancora sotto le pezze. Con Italo letteralmente si vola. In poche ore arriviamo a Venezia Mestre. Auto a noleggio e via verso la residenza laziale di Selva di Cadore (una spettacolare bifamiliare by Giovanni). Tra le Dolomiti e la splendida natura che ci circonda, poco prima di arrivare, notiamo una vera opera d'arte di legno che raffigura la testa di una maestosa Aquila. Giovanni, alla guida, non ci pensa su due volte e quasi in testa coda fa inversione di marcia. Posiamo con la nostra bandiera per le prime foto della trasferta. Non potevamo rinunciarci. Angelo si lamenta e lo farà più volte durante la "missione", della guida da rallysta di mister John. Ma almeno arriviamo in fretta. La residenza laziale è perfetta. Posiamo le borse e subito una bella perlustrazione del posto. Panorami mozzafiato e 5 km di scarpinata in quota da far piangere i polpacci. Mi lamento e faccio presente ai due entusiasti montanari che io ho nelle gambe 2 gare settimanali e non avrei voluto dover tornare indietro a quattro zampe. I "prodi" posano davanti al mio super Nokia 8 doppia lente Zeiss che li fa sembrare due "Spartani". Amplificata dall'aria frizzantina, la fame si fa sentire. Nei dintorni, in alta quota, non c'è traccia di cacciagione... e non avendo la minima idea di come procurarcela... dirottiamo sull'unico superminimarket di Selva, per non fare la fame. Speck e formaggio del posto ci rimettono in forze. Ma è solo un aperitivo. Mister John esperto di queste lontane terre ed in particolare di luoghi di culto culinario... o meglio... dove "se magna e se magna bene... il prezzo non conta" ci conduce con la nostra utilitaria ormai trasformata in una "Delta turbo integrale modello rally a tutto gas" alla "Grande guerra", ristorante tipico tutto legno nella meravigliosa cornice di Alleghe. Quando usciamo sul led dell'entrata appare la scritta chiuso per approvvigionamenti. A stento riusciamo a rientrare in macchina e tornare alla residenza laziale per goderci la prima meritata e silenziosissima notte di riposo. Anche se qualcuno un po' ronfava. La mattina svegli e pieni di energia, ma... , si parte per la splendida Alleghe per l'allenamento del giorno pre-gara. Angelo appare subito scintillante. Io e Giovanni sembriamo due orsi intossicati che oscillano nel tentare un accenno di corsa. Dopo 5 km di saliscendi e rotolamenti nel bosco, faccio presente, in particolare al prode "Spartano" Angelo che è meglio non esagerare, altrimenti il giorno dopo, 30 km, di cui 15 in salita, non li facciamo nemmeno in calesse... e poi è anche caldo! Sembro Pinocchio. Nel senso che le mie gambe sono due pezzi di legno, appena forgiati da Mastro Geppetto. Giovanni non è da meno. Angelo continua invece a zompettare come un purosangue imbizzarrito. Nella storia echeggieranno le sue parole: "a regà..ma che non ce la fate...state proprio a pezzi". Decidiamo finalmente di terminare la sessione di allenamento e puntiamo verso un punto balneabile del fiumiciattolo che scorre nei dintorni di Alleghe, per dare refrigerio ai due tronchi che ci sostengono. Mi immergo fino alle parti basse. L'acqua è gelida ma passata la rasoiata iniziale, le gambe riprendono magicamente vigore e posso così dimenticare la favola del Collodi. Che faranno gli altri due amici laziali? I loro piedi sembrano dei salmoni affumicati che risalgono la corrente ma decidono che è più bello rimanere a prendere il sole piuttosto che godere dei benefici di 10 minuti di gelo.  IMG 20180602 110240Back to home e pieno di speck e formaggi locali per dare un senso al nostro training mattutino. Nel pomeriggio andiamo alla conquista della rinomata Canazei. Arriviamo ed anche qui non c'è quasi traccia di essere umani.
Avvistiamo una pasticceria aperta che tra le varie insegne ostenta la scritta "di nostra produzione". Ci sediamo fuori. Arriva la cameriera ed ordiniamo un mega strudel della casa. La cameriera ha un attimo di esitazione e con timore ci dice è "quasi finito tutto" non abbiamo strudel. Osservo il volto del prode Angelo che in pochi attimi si trasforma da quello di un guerriero spartano al volto di un bambino a cui togli il giocattolo preferito dalle mani. Decidiamo di trovare approvvigionamenti in altro luogo. Incredibile ma vero poco distante avvistiamo un altro bar pasticceria più grande e bello del precedente. E' tutto più gradevole... anche la cameriera... "bona" (lo sarà anche il conto) che prende la comanda. C'è tutto, anche il mega strudel che sogniamo da ore (anche se non di frolla come gradisce il prode Angelo). Foto e si torna.
La gara si avvicina. Comincio a sentire le vene dei polsi tremare...no è la vibrazione del mio Garmin che mi avvisa che il riposino pomeridiano è da stoppare altrimenti la notte non si chiude occhio. Passeggiata in paese... attenzione avvistiamo un essere umano che si avvicina e posso assicurarvi che in questo periodo a Selva è un grande evento. La sera si inizia a fare sul serio. Si parla di tattiche di gara. Partire piano... per arrivare... arrivare almeno alla prima zona con presenza umana per eventualmente trovare un conforto. Lo "spartano" Angelo ora predica molta prudenza in contraddizione con il suo brillante allenamento pre-gara. Anche John, che come Angelo di Cortina-Dobbiaco ne ha masticate già diverse, predica molta prudenza per i primi 15 km di arrampicata fino al passo... io ho gli occhi identici a questa emoticon 😲 e dentro di me penso, permettetemi il francesismo "me cojoni". Si dorme... ovvero passo buona parte della notte a pensare su come procurarmi un biglietto della seggiovia Cortina-Passo Cimebanche, pur essendo fuori stagione, evitando lo strazio dei 15 km di arrampicata iniziale... poi però mi faccio coraggio e mi convinco a dormire... e vibra in quel momento il Garmin. È ora di alzarsi. Bene non ho dormito una "ceppa"! John ed Angelo sono già in piedi. I loro polsi tremano... e non hanno il Garmin...si vede dal loro sguardo che il pre-gara si fa sentire. Io stranamente, malgrado il tendine d'Achille dx che grida vendetta, forse anestetizzato dalla notte insonne, non provo nulla. Freddo come l'acqua del torrente di Alleghe. Si vola verso Cortina con la nostra Delta turbo integrale.

Si arriva al mitico Palazzetto del ghiaccio di Cortina, teatro di tanti film cult anni '80. Tanti atleti. Tutti colorati. Adesso se la ridono tutti. Avrei voluto rivedere i loro volti uno ad uno al 25° km. Per quelli che al 25° Km avranno la fortuna di arrivarci. Prendiamo i pettorali ed incontriamo un altro prode laziale Gianluca Gaudioso in missione a Treviso, ma romano come noi. Sembra un alpino. Veste una tuta tutta bianca, tipo CSI o RIS per intenderci. È simpatico e cordiale come tutta la gente laziale. Vestiamo la nostra mitica canotta con l'Aquila e subito foto con il nostro vessillo. Usciamo dal palazzetto. Il tempo è bellissimo. In lontananza si vedono chiaramente le cime delle Dolomiti ancora in parte innevate. Temperatura gradevole. Ci schieriamo nelle griglie. John, Angelo e Gianluca hanno il pettorale azzurro. Io che partecipo per la prima volta quello giallo.. vengo schierato nelle retrovie... mi guardo intorno... nella mia griglia tutti runners allo sbaraglio, tranne qualche rara eccezione. Davanti a me tutte le altre griglie, duemila, tremila persone. Azzzzz... Lentantamente veniamo condotti come un branco di pecorelle verso il centro della splendida Cortina e quindi la partenza. Sgomito un po' per guadagnare almeno le prime posizioni di questa griglia.. ultima più che mai. Dietro di me sento una voce misto italo-tedesca che si lamenta come me per la griglia assegnata. Facciamo subito amicizia. È bionda e simpatica. Viene da Brunico. Sulla quarantina. Flora. Parla meglio il tedesco che l'italiano. Ma ci intendiamo subito e ci alleiamo per conquistare subito le prime posizioni per superare più gente possibile all'inizio e non perdere tempo. Partono le griglie davanti a noi... sembra passare un'infinità di tempo... in realtà sono solo 5 minuti... partiamo anche noi. Ai lati c'è tanta gente e tanti bambini che ci incitano. Capiamo subito che sarà dura. Strada stretta fin da subito. Ed i runners davanti a noi... tantissimi e comunque da lodare per il coraggio, che sembrano degli ippopotami, lentissimi. Io davanti e Flora dietro superiamo nei primi km centinai e centinai di corridori troppo lenti. Sgomitiamo nel limite del consentito per passare. Io ho la musica a palla sul mio Smartphone senza cuffie e questo ci aiuta un po'. È subito bella salita. Non da poco. E lo sarà così per 15 km. Sento fin dall'inizio tanta gente in affanno. Io, scusatemi, per i primi km non riesco neanche a sudare. Malgrado cerchiamo di aumentare il ritmo non riusciamo a superare i 5' 30". C'è troppo traffico. Molti sono gentili e sentendoci arrivare si spostano. Altri forse per la fatica non si spostano. Intorno al km 5 raggiungiamo gli altri prodi Laziali che vanno prudenti ma cmq ad un discreto ritmo. Più avanti fino al 10' km la situazione migliora leggermente ma per superare bisogna passare per i bordi della pista con il rischio di finire giù per la vallata. Forse per il ritmo basso non sento nessuna fatica e siamo già al 10° km. Dimenticavo, dopo alcuni km l'asfalto lascia il posto allo sterrato che comunque è ben percorribile, vanno bene le scarpe da running. Intorno il panorama è splendido. Cime, laghi... Per chi conosce le Dolomiti, correre una gara del genere è bello (sembra quasi di sognare)!IMG 20180603 124229
L'organizzazione è buona. Ogni 5 km i ristori ben posizionati e ben forniti. Non bevo (grave errore... lo pagherò in seguito) ma preferisco farmi una bella doccia fresca al volo con l'acqua che mi passano. Non è caldissimo. Però una rinfrescata ogni tanto mi fa bene. Dai 10 ai 15 la musica non cambia. Ancora tanta gente più lenta davanti e difficile da superare per la strada che prima del passo è ancora più stretta. Sto intorno ai 5' 20" al km. Stanchezza poca. Mi giro e con rammarico non vedo più Flora. Probabilmente ha rallentato. Di bello anche le gallerie. Purtroppo nella prima, in un punto poco illuminato ho letteralmente tamponato una ragazza minuta che non ho proprio visto. L'ho abbracciata per non farla cadere. Gli ho chiesto scusa e sono ripartito. Si arriva al Passo. Significa fine della salita. Stiamo a poco più di 14 km, non 15. Meglio. Parallela alla pista dopo tanta foresta la strada. Tante macchine ferme che malgrado l'attesa forzata incitano e si congratulano con i runners. Tanti scendono per darci il cinque. Sembra il Giro d'Italia. I bambini, tanti, i più felici. In discesa, subito ripida, bisogna fare attenzione. Le gambe ed i muscoli si devono riadattare al cambio netto di pendenza. Il terreno è anche peggiorato. Qualcuno purtroppo va lungo. Ma niente di grave. Cerco di spingere per abbassare la media. Il traffico è sempre intenso. Ma in alcuni punti la strada è un po' più larga. Dopo il primo km scendo finalmente sotto i 4' al km. All'improvviso mi sorge un dubbio. Ma quando mi arriva la botta? Di quella che ti rallenta a mo di bradipo. Siamo intorno al 19° km. Ancora niente. Stanchezza poca. E allora tutte le paure e la notte insonne... Vabbè meglio così. Dal 20° km la pendenza diminuisce. Arrivo al ristoro e per la gran sete bevo troppo in fretta e troppa acqua. Ed era troppo fredda. Mi rallenta molto. Mi viene il mal di pancia. Di colpo escono fuori i timori di non farcela. Finora non avevo mai corso più di 21 km. Non mi aiuta vedere intorno i runners, che dalla spavalderia iniziale sono passati ad uno stato più simile a zombies che vagano senza meta che ad essere umani che corrono tra le splendide Dolomiti. Le gambe si appesantiscono. Mi gioco la carta del gel. Ne sorseggio un po'. Lo "risputo" subito... "che schifo"! Mi incavolo. Dentro di me dico non posso rallentare. Forzo l'andatura. Con fatica ma vado. Arrivo al fatidico muro del 25° km. Intorno a me vedo, tranne rare eccezioni, morti viventi (non me ne vogliano tutti i coraggiosi 3500 runners che hanno partecipato) ;). Le gambe girano di nuovo. Al ristoro prendo due bottigliette e mi faccio una vera doccia. Il caldo si fa sentire. Inizio a tirare di nuovo favorito dall'aumento della pendenza, in discesa. Sento le campane "dobbiachesi...si dirà così". Supero molti runners, vado sui 4' al km, ma la media è scarsa... 5' 15". Finisce la discesa... si passa per un prato tipo villa Pamphili e subito dopo l'asfalto che porta al centro del paese. Tiro per recuperare ma è troppo tardi... sono già all'arrivo. E subito una famiglia di Laziali con dajeeeee Lazio tra il pubblico. Mi danno la mano... si congratulano e mi dicono che sono uno dei primi gialli ad arrivare (il pettorale). Magra consolazione. Chiudo in 2h e 37 ca. A 5' 14 di media. Comunque Felice. Boooom un flash... e subito penso agli altri Amici Laziali... e Flora, la mia compagna di corsa?. A mano a mano arrivano tutti. Provati ma felici. Penso... che esperienza.. non ha prezzo! Malgrado sembriamo appena usciti dal cast "Zombies... la vendetta"... tutti sorridono. La nostra mente si risolleva in fretta. Si passa dal pensiero che ci "mordeva" durante la corsa "ma chi me lo ha fatto fare" a "quando si corre la prossima gara". Tutti fieri con la bella medaglia al collo e tante foto. Da questo momento in poi è solo festa. Il "campo base tirolese" è organizzato alla grande. Ci sono spogliatoi e docce mobili. Poi grossi tendoni ristorante tipo "Oktober Fest", dove io e i prodi John ed Angelo ci spolpiamo subito un polletto intero arrosto a testa e tante patatone fritte. Loro si tuffano nella birra. Io che non ho confidenza con l'alcool, solo una coca. Il trasferimento della truppa a Cortina è ben organizzato con pulmann ogni 15'. Durante il viaggio si scambiano tante impressioni ... sembriamo tutti super eroi... dimenticandoci che per lo stato in cui stavamo durante la gara, ci hanno appena scritturato in massa, per girare non "superman" ma il nuovo movie "from runners to zombies". Auto e facciamo tappa in un bellissimo rifugio sul Passo Giau. Ho dimenticato le nike di ricambio e non potendo indossare le nimbus della gara, completamente "zuppe", infilo le infradito e chi se ne frega... diventerà una barzelletta appena gli amici laziali vedranno le foto sulle chat di wup. Torniamo alla residenza laziale di Selva. La missione in terre tirolesi dei tre prodi laziali non è ancora terminata. Ora solo gioie e cibo. Ma è Domenica e nel pomeriggio troviamo il tempo per ringraziare il Signore e partecipare alla messa del paese. Ero un pò che non andavo in chiesa e devo dire che la benedizione del Signore fa sempre bene. Il programma della serata prevede mega cena a Corvara in un ristorante suggerito come al solito da Mister John. Ma la scelta non è casuale. Li lavora una Lazialotta... Francesca, che ha preferito abbandonare la Roma monumentale per vivere in queste lontane ma bellissime e pure terre tirolesi. Mangiamo alla grande. Ci fa riprendere energie e sorriso, dopo le fatiche di corsa. E' contentissima anche la proprietaria in abiti tirolesi, sempre gentilissima, in particolare quando paghiamo il conto. Franceschina è felice di rivedere vecchi amici laziali (John ed Angelo... io non avevo avuto ancora il piacere di conoscerla) e parla a raffica. Probabilmente i tirolesi sono in gamba ma non molto loquaci e così lei parla tantissimo con noi e ci descrive minuziosamente la sua nuova vita montanara.IMG 20180603 124155
Si fa tardi, la accompagniamo nella sua residenza di Corvara e torniamo a Selva per goderci finalmente la notte di riposo. Sarà l'aria, sarà l'adrenalina della corsa, mi sveglio stranamente presto, intorno alla sette, fresco e riposato. John ed Angelo sono ancora "apparecchiati" a letto. Che faccio? Sento le gambe rigide... molto rigide. Tuta e fuori a godermi la bellissima natura. Corsetta di rigenerazione e scarico e poi stretching con vista meravigliosa sulle cime dolomitiche. Non è un sogno sono sveglio... si proprio sveglio. Torno alla residenza e trovo "svegli" i due prodi laziali con occhi da panda... spenti. "Nn do sei annato". Le loro parole. ed io "a corre" o meglio a sciogliere le gambe.
Purtroppo arriva il momento più difficile della missione... non un'altra 50k ma le borse ed il ritorno a Roma. Nell'hard disk della mia mente rimane un bit memorizzato che dice "il prossimo anno ci sarò di nuovo!"
Infine un ringraziamento ai miei due grandi compagni di viaggio... di risate... di abbuffate... di grande fede laziale. Grandi John (Giovanni) ed Angelo....ed anche a chi crea le griglie della Cortina-Dobbiaco... 😁

Dj

Tutte le foto

Passare da una gara nel bel mezzo delle Dolomiti ad una gara nel bel mezzo di una mega fabbrica di cemento, almeno per me, che ho vissuto entrambi le esperienze nell'arco di una settimana, è stato un pò traumatizzante. Ma la gara 10k di Domenica ha un suo perchè, anzi ne ha più di uno e sicuramente molto positivi e comunque assolutamente da provare. Per primo voglio elogiare l'organizzazione. Non è facile mettere su una corsa del genere che come dirò in seguito, si sviluppa su scenari molto diversi. Ed a mio parere tutto è andato bene. Bravi! Poi vanno elogiati tutti gli atleti che hanno partecipato. Vi posso assicurare che sia il tracciato che il caldo hanno reso la gara veramente tosta. Un applauso a tutti. Veniamo alla gara. Alla partenza, con l'Aquila sul petto siamo in otto. Cinque Boys e tre Girls. Il caldo si fa sentire già molto. Ci scaldiamo... si fa per dire. E' come correre dentro un forno a microonde. Io mi verso una bottiglia intera addosso... mi manca solo lo shampoo. Ci schieriamo nell'unica griglia. Io, Fabio the muscle, Lucio the big e fratellone, Alfredo mitico, Laura the blond (con marito Giorgio paparazzo 1 al seguito), Manu super Kitt, super Sara speed (con marito paparazzo 2 al seguito). DSC0991 COLLAGEMi guardo intorno. Siamo circa 300 a partire e noto subito tanta gente forte. Litigo con il mio Garmin che è ancora rimasto sulle Dolomiti e non vuole saperne di agganciare i satelliti che coprono Guidonia. Boom... azz non ero pronto per partire. Mi avvio a un cilindro...gli altri 3 partiranno più tardi con tutto comodo. Premetto non avevo studiato il percorso (grave errore !!) Si esce dal parcheggio della mega fabbrica e si punta a dx in discesa. Penso subito qui volo... magari. Neanche il tempo di fare 50 mt e vedo tutti rientrare nel secondo cancello del fabbricone... in salita. Si tira verso l'interno della fabbrica e più proseguo e più rimango sorpreso dallo scenario che si apre davanti ai miei occhi. Sembriamo piccoli piccoli in proporzione all'immensità di questo sito industriale, pieno di giganteschi silos che incutono timore. Sembra di stare dentro il cast di un film post-fantascientifico tipo "Divergent". Finito il giro turistisco all'interno del fabbricone, si transita di nuovo per l'arrivo... ma non è il giro finale purtroppo. Siamo sulle colline di Guidonia. La strada è tendenzialmente in discesa tranne qualche strappetto in su. Il percorso è ben delineato con tanti ragazzotti modello ausiliario del traffico che danno indicazioni ai runners. Si punta decisamente verso il centro cittadino. Corro con tranquillità sui 4' 20/30. Mi risparmio pensando al caldo ed alle fatiche dolomitiche che ho sulle gambe (che errore! dovevo spingere almeno a 4' ed approfittare della pendenza positiva... dopo capirete il perchè). Seguo un atleta più esperto che sembra correre appeso ad una stampella, con le spalle sollevate più che mai, ma comunque di buon ritmo. Taglia l'impossibile, ogni marciapiede è suo (alla fine farà 9k non 10k come me, sicuro). Si attraversano i primi stretti vicoli semi-cittadini, invadendo involontariamente la privacy degli abitanti del luogo. Sui balconi i bambini, anche molto piccoli,  un pò sorpresi da queste figure tutte colorate che si affannano a correre dietro qualcosa, ma non capiscono cosa. Si arriva in centro, Via Roma la via del Corso di Guidonia, si percorre tutta. siamo in piano. Si va sempre a buon ritmo, il caldo è tanto, ma li c'è un pò di ombra. E qui arriva la seconda sorpresa del percorso. Davanti a me vedo gli atleti infilarsi velocemente dentro la porta gigantesca, in marmo bianco, della Caserma di Guidonia (l'aeroporto Barbieri dell'Aeronautica... credo). Ai lati le guardie militari ed alcuni Carabinieri. Sto per entrare anche io, non senza timore. Confesso mi assale un dubbio. Non entro dentro una caserma da almeno 30 anni, dai tempi dell'addestramento. Ma non è che con la scusa della maratonina mi riarruolano per rinfrescarmi le idee sulle tecniche di assalto... maaaa ritorno un pò in me. (la stanchezza fa brutti scherzi). Si percorre quasi 1 k dentro il sito militare. A dare indicazioni non più ragazzotti modello ausiliari del traffico ma militari in mimetica. Strano ma affascinante, manca solo il sergentone di "Full Metal Jacket". Mentre sto per uscire vedo due maglie laziali che invece stanno entrando. Credo fossero Laura the blond e Sara speed. Corrono fiere ed a testa alta, sicuramente più di me. Brave ragazze! Mi fa comunque piacere rivedere due Aquilotte amiche. Dopo la partenza ci siamo dispersi. Si ripercorre Via Roma e si punta nuovamente verso l'alto... e si verso l'alto. Subito un flash. Ma non è che ho sbagliato qualcosa sul ritmo. Sto intorno ai 4'30" di media... non ho tirato finora ma come cavolo aumento o mantengo una buona media se... azzzzz da adesso sarà solo salita. Allora faccio frullare le gambe supero la stampella (ricordate) che nel frattempo si era un pò avvantaggiata. Veniamo nuovamente inghiottiti nei vicoletti semi-urbani, con la differenza che stavolta bisogna alzare di molto la testa per guardare avanti. Inizia la risalita. Il sole ci cuoce a puntino. Le gambe non riescono più a frullare come poco prima. La pendenza aumenta di molto ed arrivano degli strappi niente male. Qualcuno ingrana le marce ridotte per risalire quei pendii... qualcuna finisce proprio la benzina e addirittura prende il passo più lento della vecchietta che risale dalla chiesa... io inizio a respirare come un toro asmatico e vado a due all'ora. Altrochè i 4'30". Manco con i cingoli. La media sale. Mi guardo intorno chiedo conforto al runner che sembra più lucido e gli chiedo... ma sta salita? Non risponde nemmeno, scuote solo la testa. 1+1 fa 2. Che volpe che sono stato. Se prima si scendeva solo, prima o poi bisognava risalire. Conoscendomi, dovevo mantenere più bassa possibile la media in discesa, per affrontare poi senza affanni il ritorno in salita. Per un pò il percorso sale di meno si può accelerare. Scende di nuovo la media intorno ai 4'30". Si vede il percorso in lontananza, la strada è dritta, ma nessuna traccia di maglie laziali. Passa l'omino della corsa con la bici, ci incoraggia dicendo manca poco ed io traduco manca ancora tanto e sicuramente in salita. Ed infatti ritorna inesorabile la salita e sarà così per quasi tutto il percorso. Mi giunge di continuo la voce del mio consigliere o meglio del mio angelo protettore, Mauro vai tranquillo hai corso 30k solo una settimana fa e fra 6 giorni hai la mezza di Roma, questa gara vale anche anche come allenamento, non farti male !!!!. Non lo ascolto aumento aumento... e mollo. Mancano ancora 2k di salita e dopo l'ennesimo consiglio del mio amico angelo e dopo aver visto tanti runners sciogliersi come un ghiacciolo sotto il sole... si, mollo. Rallento torno a godermi la corsa, non fatico più e penso già a come affrontare la mezza di Roma. Vado sui 5' e forse anche meno. Stranamente non mi preoccupo più del tempo. Comodo è... faccio finta di niente ma dentro un pò mi rode. Qualcuno mi sorpassa, mi sembra di aver invertito il senso di marcia. Mi rode ancora di più. Arriviamo a mezzo k dall'arrivo, sto praticamente giocando a carte da solo (Mauro non è da te, così prudente) mi vedo passare da una recente amica della Podistica, un'amazzone che mangia asfalto come niente anche in salita. E dentro di me scatta qualcosa... e no Mauro non puoi fare ste figure ;). In quel momento, vedo ricomparire, come se fluttuasse nell'aria, l'omino in bici della corsa. Più che mai il benvenuto... ci urla "mancano solo 400 mt e pure in discesa". Non lo avesse mai detto! Ripongo le carte nel cassetto e... avete presente "fast&furious" trovo non so dove il pulsante "Nitro" (vedi la testa quanto conta nella corsa). Lo premo e trovo energie da ghepardo... corro inferocito... guardo il garmin. Sto a 3' al km. Sorpasso tutti quelli che avevo nei paraggi, anche la cara amica amazzone, che urla "bravo bravo!". Arrivo in 48' e spiccioli a 4'44" di media... scarsuccio proprio scarsuccio... ma visto il caldo. Appena passo il traguardo trovo qualsiasi cosa di liquido per farmi una doccia. Caldo bestiale. Ma penso subito agli altri laziali, in particolare alle ragazze che correvano così fiere. Fabio the muscle è già arrivato a 43:56. Primo laziale. Arriva Sara speed a 49:00, bravissima 2° di categoria. Poi il fratellone di Carrone. Poi Manu super Kitt, ottima 5° di categ. come ottima 8° di categ. Laura the blond. Lucio the big non ha vinto ma sicuramente ha corso come pacer, non per gareggiare. Grande anche Alfredo mitico. Con un caldo del genere! Applausi a tutti... l'Aquila vola sempre in alto e che emozioni. Gara tosta ma bellissima con scenari eccezionali. Il prossimo anno sarò nuovamente dei  vostri. Un grazie particolare ad uno degli organizzatori, a Lucio the big, che ci ha consigliato questa gara. Un applauso anche ai mariti super paparazzi di Laura the blond e Sara speed. Bravissimi fotoreporter. ;)

The Dj

  

Il 2 giugno 2018 a Lecco si è svolta la 9 edizione della skyrunningResegup, percorso di 24 km con un dislivello di 1.800 D+.

1200 gli iscritti alla manifestazione. TONY TAMUSSIN chiude la prova in 3h 29m 57s posizionandosi 245 assoluto, con un granrecupero nel tratto in discesa dalla vetta del Resegone al lungolago della città

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